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Quali sono i settori eCommerce più in crescita?

Arredamento e Food&Grocery registrano la maggior crescita rispetto al 2017 tra tutti i settori eCommerce italiani.I dati per comparto dell'Osservatorio B2c.

Lo studio dell’Osservatorio eCommerce B2c promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano e Consorzio Netcomm ha dato risposta anche al quesito: quali sono i settori eCommerce più in crescita in Italia in quest’ultimo anno?

Tra i comparti di prodotto che superano il miliardo di euro di vendite nel 2018, è soprattutto l’Arredamento Home & Living a “spiccare il volo” con una crescita del 53% passando da 885 mln a 1,358 mld €. La penetrazione nel mercato è cresciuta dall’1,5% al 6,5% in 4 anni. In questo periodo abbiamo assistito sia all’espansione sull’online di venditori tradizionali come Scavolini o IKEA, che lo scorso luglio ha aperto anche i suoi primi locker in Italia a Milano per il ritiro self service, sia, all’opposto, alla comparsa “nel mondo fisico” di player pure digital, come Arredatutto.com o Westwing (ex Dalani): tutto converge, come negli altri settori,verso un’esperienza omni-canale. I prodotti più acquistati sono oggettistica di design, complementi d’arredo e piccoli mobili, mentre l’arredo d’interno ancora fatica a essere ordinato online per le difficoltà connesse al trasporto e al montaggio; lo scontrino medio nel 2018 è infatti ancora piuttosto contenuto, del valore di 180 €.

L’altro comparto ad aver conosciuto un ritmo di crescita particolarmente elevato è il Food & Grocery: con una crescita del 34% supera anch’esso il miliardo di euro (1,114 mld €): la componente principale, come prevedibile, è l’Alimentare (87%), diviso quasi equamente tra i prodotti così detti di largo consumo (spesa da supermercato) al 32%, le specialità enogastronomiche territoriali sempre al 32% e il cibo pronto (Food Delivery) al 36%, mentre il restante 13% è appannaggio dell’Health&Care. Lo scontrino medio nel 2018 ammonta a 70 €. E’ un settore in rapida evoluzione con la grande distribuzione che sta finalmente investendo in modo importante nella consegna a casa, tuttavia questa è sviluppata solo nei grandi centri urbani e soprattutto al Nord Italia. C’è ancora molto da fare e di conseguenza tante opportunità da sfruttare, considerando, come scritto nel precedente articolo, che “fare la spesa online” è un’opzione disponibile per il solo 30% della popolazione italiana. La maggior parte delle iniziative ha ancora carattere sperimentale e non è sostenuta da modelli di business ben definiti, con un processo di integrazione con l’offine ancora a livello embrionale. Come affermato dal palco della manifestazione, poiché il Food & Grocery rappresenta il primo comparto merceologico nel paniere degli acquisti degli italiani, sarà probabilmente da qui che passerà il futuro del Commercio Elettronico italiano: è stato calcolato che un aumento del 5% della penetrazione (oggi ferma solo allo 0,8%) trainerebbe quella dell’eCommerce nazionale all’8% totale.

Il comparto prodotti principe dell’eCommerce italiano rimane comunque Informatica ed Elettronica: settore già molto più maturo rispetto ai precedenti e che vede una propensione all’acquisto online sicuramente più affermata tra gli italiani, conosce nel 2018 un buon incremento delle vendite del 18%, passando da 3,881 mld € del 2017 a 4,583 mld € di quest’anno. Resta il settore con lo scontrino medio più alto di tutto l’eCommerce italiano, pari a 240 e dal 2014 ha più che raddoppiato la sua penetrazione nel mercato (dall’11% al 24%). Ai primi posti le vendite di categorie prodotto consuete per l’eShopping, come smartphone, tv, cuffie, smartwatch, “consumabili” e piccoli eletrodomestici), mentre crescono in modo significativo quelle di grandi eletrodomestici, favoriti dai servizi di installazione sempre più offerti dagli store online.

Hanno un andamento similare, pur su volumi inferiori, Abbigliamento ed Editoria (+20% per entrambi). Il settore Fashion arriva a sfiorare i 3 mld di € quest’anno, sospinto non solo dal lusso ma anche dai capi mass market. Gli acquisti sono così suddivisi: 55% vestiti, 25% scarpe e 20% accessori, per uno scontrino medio di 175 € e una penetrazione del mercato salita al 8,5%. Uno dei trend sempre più cavalcato nel Fashion & Lifestyle, che abbiamo già affrontato qui, è quello di incoraggiare i resi (spesso gratuiti) per dare un boost agli ordini. L’Editoria, invece, vicina a 1 mld € di vendite, è sospinta in particolare dall’acquisto di libri scolastici.

Al di fuori di queste categorie, invece, meritano una menzione i balzi in avanti dei Ricambi Auto (+29%), Giocattoli (+48%) e Beauty (+31%). In particolare, quest’ultimo è quello più interessato da innovazioni tecnologiche per migliorare la customer experience, così fondamentale nel settore dove il cliente ha bisogno -per quanto possibile- di percepire le attenzioni e sensazioni del negozio tradizionale.

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Come abbiamo visto nella precedente analisi, la vendita di prodotti nel 2018 ha superato per la prima volta quella dei servizi (Assicurazioni, Ticketing, Couponing, Ricariche, Turismo e Trasporti). Merita un piccolo approfondimento comunque il settore Turismo e Trasporti, che vale ben 9,8 mld € di vendite (in aumento del 6% sul 2017) e si conferma il primo dell’eCommerce Italiano, con scontrino medio di 290 € e penetrazione arrivata al 34%. Il 70% degli acquisti è rappresentato dai biglietti aerei e ferroviari, il 25% dai prenotazioni alberghiere e di appartamenti vacanza mentre solo il 5% da pacchetti viaggio.

Qui in basso un grafico che da’ un efficace colpo d’occhio su penetrazione attuale dei comparti merceologici e crescita dell’ultimo anno:

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Gli Impatti dell’eCommerce: cresce il valore?

L’Osservatorio, oltre fotografare come ogni anno lo stato dell’arte dell’eCommerce italiano, si è domandato in quest’occasione quale ne sia l’impatto economico, sia in una panoramica di impresa che di sistema Paese.

A livello di singola impresa, l’impatto è negativo solo nel breve periodo, dato che il moltiplicarsi della competizione e delle attività da gestire comportano, come è è naturale immaginarsi, in fase di avviamento maggiori investimenti e più elevati costi operativi a fronte di ricavi quasi sempre inferiori. Nel medio-lungo periodo, tali spese sono ampiamente ripagate: l’Eurostat ha calcolato che nel 2016 una persona impiegata nell’eCommerce ha generato mediamente un fatturato di 375.000 € rispetto ai 153.000 € nel canali della vendita offline. Il consumatore omni-channel, infatti, spende in store più tempo (+4%) e più denaro (+9%) rispetto a quello tradizionale (Fonte: Harvard Business Review).

La maggiore competizione portata dal canale online dovrebbe abbassare i prezzi, tuttavia non c’è correlazione tra il tasso di penetrazione eCommerce e l’Indice Armonizzato dei Prezzi al Consumo tra i Paesi Europei (HICP, calcolato dalla BCE): ad esempio, il Regno Unito, il primo paese al mondo per quota eCommerce di mercato, è quello con più alto tasso di inflazione rispetto a Francia, Italia e Germania. Di conseguenza, questo tipo di impatto è da considerarsi dubbio così come quello sull’abbassamento dell’Indice di Gini, ovvero sulla riduzione delle diseguaglianze economiche. Dove il commercio elettronico è più maturo, ci si attende un PIL pro capite più elevato e in effetti così risulta e si può dunque ipotizzare una correlazione.

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A livello sociale, l’eCommerce crea nuovi posti di lavoro sul lungo termine anche se è più immediato assistere alla chiusura delle serrande dei negozi fisici ovviamente.

Per quel che riguarda i risvolti ambientali, possiamo affermare che l’acquisto online sia meno impattante rispetto a quello tradizionale, in quanto i mezzi di trasporto usati sono mediamente meno inquinanti (quanto a emissioni di CO2) di quelli usati per recarsi agli store fisici. Non è sicuro invece se nel medio-lungo termine ci sarà una contrazione o meno del traffico urbano: da un lato, infatti, è più che raddoppiato il traffico per far recapitare i pacchi a casa o in ufficio (come accade ancora per il 90% degli ordini, poco usati ancora i locker o altre forme di ritiro) ma, dall’altro, ogni van utilizzato per le consegne eCommerce equivale a 30 auto usate per andare a fare la spesa.

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Complessivamente, la bilancia pare pendere dalla parte dell’influenza positiva, come si può cogliere dalla predominanza di spicchi verdi nel grafico soprastante.

Riassumendo, i settori che hanno conosciuto un maggiore boom in quest’ultimo anno, ovvero Arredamento e Food&Grocery, sono e saranno anche quelli più interessati da una trasformazione tecnologica e come modelli di business e dal cammino e dal processo che ne conseguirà dipenderà molto dell’impatto complessivo dell’eCommerce, sotto tutti gli aspetti che abbiamo appena citato.

Fonti:

Tutti i dati sono tratti dalla Ricerca “eCommerce B2c: cresce il mercato, ma aumenta il valore?” di Osservatorio eCommerce B2c, Politecnico di Milano – School of Management e Consorzio Netcomm, Ottobre 2018

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