Davide Coral
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10 Consigli per la scelta dei Corrieri: il Vademecum di Davide Coral (Ecobaby)

Quali parametri seguire per scegliere i corrieri per le tue spedizioni? Ecco un breve vademecum in 10 punti di Davide Coral, frutto della sua esperienza come CEO dello shop Ecobaby.it

Qapla’ nasce come terza parte per integrare gli eCommerce con i tanti corrieri sul mercato e ottimizzare la gestione dei tutti i passaggi del post vendita. Ci capita spesso di ricevere consigli e domande, non tanto su quali trasportatori scegliere, ma su quali parametri basarsi. Troviamo che non ci sia niente di meglio che lasciare la parola a chi ogni giorno affronta e risolve la questione: è con piacere che pubblichiamo un vademecum in 10 consigli scritto dal nostro cliente e amico Davide Coral, CEO di Ecobaby, lo shop di pannolini lavabili e articoli per la prima infanzia 100% ecologici. 

Per chi apre un eCommerce la logistica è uno dei primi problemi da affrontare. La scelta del corriere è strategica in quanto per il cliente finale chi effettua la consegna non è il corriere, ma è l’azienda stessa dalla quale ho acquistato il prodotto. Rispetto al commercio tradizionale, il contatto “fisico” con il cliente non c’è ed è assolto da chi effettua la consegna. Se la spedizione non andrà a buon fine, con buona pace del vero colpevole, sarà l’azienda che spedisce a risentirne a livello di immagine. In più occorre considerare che i trasporti vanno ad incidere sul margine aziendale, specialmente quando ci si fa carico della spesa rendendo la spedizione gratuita per il cliente finale. E allora, quali sono gli aspetti da tenere in considerazione nella scelta di un corriere?

Io non sono un esperto di logistica ma vorrei comunque condividere alcune riflessioni, frutto di quanto ho imparato nei miei primi 5 anni di gestione di eCommerce.

Prima dei consigli però una premessa: ogni eCommerce è una storia a sè. Nello scegliere a chi affidare le proprie spedizioni occorre tenere conto di cosa si spedisce, a chi lo si spedisce, dove lo si spedisce. Per cui non esiste il corriere perfetto: esiste il corriere più adatto a delle specifiche esigenze. Ma ora basta premesse e via ai consigli 🙂

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1) Il costo delle spedizioni è un falso problema: la mia è una provocazione, ma fino ad un certo punto. Se annualmente si fanno poche spedizioni (ed è così idealmente per la maggioranza degli eCommerce), l’incidenza di questo costo sarà minima e quindi non è un problema. Se il numero di spedizioni aumenta, il costo del corriere scenderà perchè avrò potere di contrattare con il fornitore. Quindi, soprattutto in una prima fase, lavorare in perdita non dovrebbe essere un problema: io lo vedevo come un investimento per fidelizzare i clienti e abituarli ad un servizio puntuale ed efficiente.

2) Broker vs. Corrieri: non amo i siti di spedizioni, per capirsi quelli ai quali affidi una spedizione e non sai esattamente quale corriere la effettuerà. Il loro punto di forza (apparente) è il costo contenuto. Finchè le spedizioni non hanno problemi, qualunque corriere/sito va bene. Ma nel caso di problemi, è fondamentale il servizio clienti e qui è sempre meglio avere a che fare direttamente con chi ha effettuato la consegna, senza intermediari.

3) Il prezzo non è tutto, anzi: per quanto costi un corriere, costerà sempre di più perdere un cliente per una spedizione disastrosa.

4) Everything is negotiable: ogni anno rivedo tutti i principali corrieri del mio settore. Per gli incontri mi preparo con i numeri consolidati dell’anno precedente e una stima di crescita. Faccio anche un conteggio del volumetrico dei pacchi, delle zone dove spedisco di più, etc. A volte mostro anche al corriere l’attuale tariffa e lo sfido a fare meglio. Ogni anno le tariffe che riesco a spuntare sono leggermente più basse dell’anno precedente, proprio in virtù dei volumi. Se la tariffa non si abbassa, chiedo più servizi. Recentemente ho ottenuto sms gratis dal mio corriere. 🙂

5) I risparmi si ottengono anche in altri modi: ad esempio, calcolando molto bene il volumetrico delle scatole. Rimpicciolire una scatola di 1 cm per lato a volte può far cadere il pacco in una tariffa sensibilmente più bassa. A fine anno si tratta di un risparmio importante, senza far cadere la qualità per il cliente finale.

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6) Altro aspetto importante è curare gli imballaggi: i corrieri espressi non trattano molto bene le spedizioni. Usare imballaggi corretti, con il giusto materiale riempitivo, evita al cliente di trovare brutte sorprese all’apertura. Inoltre, se i volumi lo permettono, una scatola personalizzata con il logo della propria azienda garantisce due vantaggi: il primo è un ritorno di immagine più professionale, il secondo è che in caso il pacco venga smarrito in un centro di smistamento pacchi, sarà più facile ritrovarlo.

7) L’ora del ritiro: un corriere che passa a ritirare i pacchi tardi (ad esempio verso le 16.00) ti permette di spedire tutti gli ordini che arrivano fino alle ore 15.00. Mettiti nei panni del tuo cliente finale, che ordina alle 15.00 del lunedì e magari riceve la merce alle 10.00 del mercoledì: penserà tu sia il nuovo Amazon 😀

8) Avere sempre un piano B: ho imparato a mie spese (con un pesante sciopero di un corriere nazionale) che lavorare con un solo corriere è sbagliato. In base al proprio mercato, consiglio di avere sempre almeno due corrieri, anche se con uno si ha inevitabilmente una tariffa più alta. Io ad esempio uso uno spedizioniere per il 95% delle spedizioni e un altro per il resto (Venezia, disagiate, consegna al piano…).

9) Ogni corriere è particolarmente competitivo su una particolare categoria di pacchi e/o servizi: BRT per come è strutturato riesce a fare prezzi buoni su grandi volumetrici e pesi; SDA ha prezzi imbattibili per zone disagiate e pacchi con tanto volume e poco peso; GLS è ottima su volumetrici bassi; DHL per spedizioni delicate o per spedizioni che richiedono servizi con standard elevati, etc, etc. Imparare a conoscere i corrieri è fondamentale per una scelta corretta. Prova a fare anche questo esercizio: acquista molto online e scopri che vettori usano i vari eCommerce. Scoprirai molte soluzioni alle quali magari nemmeno avevi pensato.

10) Il costo effettivo delle spedizioni: esistono dei costi “nascosti” che è difficile quantificare. Le giacenze ad esempio incidono sui tuoi costi e quindi un corriere che promette tariffe stracciate ma poi consegna male, creerà tante giacenze che andranno ad influire sul reale costo della spedizione. La soluzione è l’infallibile sistema “CDS” (“Conto Della Serva”). Crea un foglio excel dove mese per mese tieni monitorato quanto paghi in fattura, diviso per il numero di spedizioni: avrai così una stima del costo medio e ti servirà per calcolare efficacemente i margini entro cui garantire la spedizione gratuita e monitorare i costi effettivi. Facendo questo conteggio ho iniziato a lavorare sulle dimensioni delle mie scatole. In un anno sono passato da una media di 5,38 euro a spedizione a 4,74 euro (dati di maggio 2019) .

E poi un consiglio bonus: usa Qapla’. E non lo dico perchè è il blog che ospita questo articolo, ma perchè gli alert in caso di spedizioni problematiche ti permettono di abbattare il numero di giacenze: tutto guadagno in termini di costo azienda.

CI sarebbero altri millemila consigli, questi sono i primi che mi sono tornati in mente e che volevo condividere. Ovviamente sono frutto della mia limitatissima esperienza ma spero possano essere utili. Ciao!

Ringraziamo Davide Coral per questo prezioso contributo basato sulla sua più che quinquennale pratica, sicuramente utile per chiunque venda online e stia rivedendo la propria strategia nella selezione e analisi dei corrieri (ricordiamo che Qapla’ permette di avere un report sullo storico dell’efficienza degli spedizionieri scelti). Vi invitiamo a visitare il suo Store Ecobaby.it e tutti i merchant che ci leggono a scriverci i loro personali suggerimenti o pareri su quanto scritto qui, per incrementare la conoscenza condivisa e la crescita della cultura eCommerce del Paese e non solo. 

© Blog Qapla’, Riproduzione riservata

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