Social Commerce: pro e contro
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Social Commerce: pro e contro delle vendite dai social media

Che cosa si intende per Social Commerce? È una possibilità presente su tutti i più importanti social media? Quali sono i principali vantaggi e svantaggi?

Dato che il il numero globale di utenti attivi mensili sfiora i 3 miliardi su Facebook, la metà su Instagram e 1 miliardo su Tik Tok e che il tempo medio trascorso sui social media al giorno è di 142 minuti (fonte: Statista), è sicuramente interessante approfondire il tema:

 

Definizione di Social Commerce

 

Per Social Commerce si fa riferimento alla possibilità di acquistare direttamente dai social media, senza passare da un sito eCommerce. L’utente può selezionare l’articolo desiderato e concludere l’acquisto in modo fluido e veloce, rimanendo all’interno della piattaforma. Le pagine social delle aziende diventano quindi non più semplici vetrine o spazi pubblicitari ma un’estensione dello store.

Risale al maggio del 2020 il lancio di Facebook Shop per permettere soprattutto ai piccoli negozi in tempo di lockdown di vendere online in assenza di un sito, tramite la loro pagina su Facebook o Instagram. Secondo i dati del 2021 di Shopify (partner del progetto), si sono contati 250 milioni di Facebook Shops attivi e una media mensile di 1 milione di utenti al mondo. L’acquisto in piattaforma è disponibile anche su gli altri principali social media, tra cui Tik Tok e Pinterest. Quest’ultimo è stato il primo social medium a muoversi in questa direzione, con il rilascio dei “pin acquistabili” dal 2015 ed è anche il social con lo scontrino medio più alto: più di 50 $ (dati: Shopify).

Vetrina su WhatsApp Business

Anche Twitter si è aggiunto alla lista con il lancio in test dei Twitter Shops a marzo 2022. Tuttavia, l’85% degli ordini da social media proviene attualmente dalle piattaforme del gruppo Meta (Facebook e Instagram). Rimanendo all’interno del gruppo Meta, WhatsApp Business, invece, funziona più come una vetrina (come nell’immagine): il merchant può inserire un catalogo di prodotti o servizi in vendita, accessibile dall’utente attraverso il tasto shopping con cui avviare la conversazione. per finalizzare l’ordine.

Il fenomeno del social commerce è più forte in Asia, dove si fonde con il group buying (gruppi di consumatori che si aggregano per acquistare grosse quantità a prezzi ribassati) e il live shopping. In Cina, nel 2021, il 13% delle vendite online proviene proprio dai social media (360 miliardi di dollari di transazioni) contro il 4,3% degli Stati Uniti (36 miliardi di dollari di transazioni).

 

Come vendere direttamente dai social media

 

Per la creazione e la gestione dei Facebook Shop e Instagram Shop avrai bisogno di accedere alla sezione “Gestore delle vendite” sul tuo Business Manager e scegliere la procedura di acquisto, in questo caso lo store interno al social media (le altre 2 opzioni sono l’acquisto sul tuo sito web o attraverso la messaggistica). Se vendi su una piattaforma partner come Shopify o BigCommerce puoi sincronizzarle. Una volta caricato o selezionato un catalogo di prodotti già presenti, ti mancherà solo di personalizzare lo stile dello shop, configurare i pagamenti e specificare le opzioni di spedizione, la politica di restituzione e l’email del tuo servizio clienti. Le policy di Meta impongono di spedire entro 3 giorni lavorativi e di rispondere alle richieste dei clienti entro 2 giorni lavorativi. Un sistema di monitoraggio e notifica automatica delle spedizioni come Qapla’ ti può certamente aiutare in questo.

Un’alternativa all’apertura dei Facebook e Instagram Shops è quella di taggare i prodotti nelle creatività della tua pagina, con nome dell’articolo, alcune specifiche e il prezzo e indirizzare verso un tuo sito web per effettuare l’acquisto. Su entrambe le piattaforme sono state rilasciate le apposite funzioni “Tag Prodotti” e “Tag Shopping” (su Instagram è possibile taggare fino a 5 prodotti per ogni foto o video).

Tik Tok Shopping funziona in modo simile: gli utenti possono cliccare sui prodotti taggati nei video e da lì, secondo la scelta del merchant, saranno indirizzati al sito web o potranno concludere l’acquisto all’interno del social medium. L’icona della shopping bag nel profilo denota questa possibilità (come si vede dal profilo di Kylie Cosmetics qui a fianco).

 

Pro del Social Commerce

 

Iniziare a vendere attraverso i social media può essere immediato e alla portata di piccoli commercianti, che non possono o non vogliono investire in un sito eCommerce. Consideriamo, però, qui i vantaggi validi per aziende strutturate.

Tra i pro del social commerce possiamo elencare:

  • presenza di tanto pubblico, che, se ben ingaggiato come community e attraverso un piano editoriale ben curato, può trovar comodo e divertente acquistare senza uscire dalla piattaforma;
  • integrazione dei “social shop” con tecnologie native come il live streaming o la realtà aumentata per il virtual try-on o la simulazione dei prodotti in un ambiente (funzionalità disponibili su Facebook e Tik Tok; su Tik Tok sono presenti i try-on filters usati, ad esempio, da brand come L’Oreal o Maybelline per mostrare le tonalità di colore dei propri prodotti sugli utenti);
  • possibilità di trarre pieno beneficio da attività di influencer marketing e misurarne l’efficacia;
  • impulsività dell’acquisto veloce all’interno della piattaforma, magari spinta dalla viralità di un certo contenuto.
Facebook Shop Live Streaming
Esempio di Facebook Shop Live Streaming – immagine tratta da Meta

 

Contro del Social Commerce

 

A fronte di questi vantaggi, abbiamo individuato questi contro del social commerce:

  • gli utenti non stanno, generalmente, scrollando i social media per fare shopping, di conseguenza i “social shop” si prestano a pubblici fidelizzati e già propensi all’acquisto, ad esempio quelli che seguono celebrità legate a un brand;
  • non si può vendere qualsiasi categoria di prodotto sui social (su Facebook Shop non si possono vendere farmaci, alcolici, prodotti per adulti, tabacco, CBD, integratori, oltre a tutto ciò che rientra nei servizi o contenuti scaricabili);
  • un “social shop” non sarà mai in grado di gestire la complessità di cataloghi con migliaia di articoli e numerose categorie;
  • la reach organica di questi shop è bassa, quindi un alto volume di vendite necessita importanti investimenti in advertising. Legare una quota sempre maggiore del proprio budget a queste piattaforme può essere deleterio: mentre il sito eCommerce è di proprietà del merchant, sui social media si è ospiti e le “regole del gioco” dei social media possono cambiare rapidamente e in modo imprevedibile.

Il social commerce può essere allora un ottimo mezzo per diversificare e ampliare la propria omnicanalità, ma, se non per le piccole attività, difficilmente può essere pensato come sostituto a siti eCommerce e marketplace. Le potenzialità sono senz’altro interessanti – lo dimostra soprattutto il mercato asiatico – per intercettare alcuni segmenti di pubblico. Per questo, è molto importante scegliere anche il social medium più adatto in base alla buyer persona di riferimento.

Non ci dimentichiamo che il tempo e le risorse impiegate sulle pagine social hanno comunque un peso anche in assenza di una vendita diretta: l’84% degli eShopper negli USA controlla almeno un account social aziendale prima di effettuare un acquisto (fonte: Pew Research Center, 2019). Ne è la dimostrazione l’hashtag #TikTokMadeMeBuyIt che ha raggiunto 11,5 miliardi di visualizzazioni.

© Blog Qapla’, Riproduzione Riservata

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