Packaging
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Le ultime evoluzioni del packaging degli eCommerce

Quali esigenze deve soddisfare un buon packaging di un eCommerce? In un mondo dove la relazione col cliente e i valori trasmessi sono sempre più importanti, ecco cosa ci si aspetta dalle confezioni...

La relazione 1-to-1 da costruire col cliente a partire da valori comuni è oggigiorno vitale nell’eCommerce. Dopo l’acquisto online e conclusasi la spedizione, dove prosegue e si concretizza questo rapporto, ancor prima di toccare il prodotto? La risposta è il packaging, ambito da non sottovalutare per tante ragioni…

Personalizzazioni, quanto sono importanti per il branding?

In un mondo dove l’apparenza conta, si sta piano piano facendo strada una nuova tendenza: la sostenibilità.
Ogni azienda che voglia trovare e mantenere nuovi clienti non può basare il suo prodotto solo su estetica e funzionalità, c’è troppa concorrenza. Per assicurarsi la fedeltà dei consumatori oggi ci deve essere una “missione” aziendale che va oltre i prodotti, andare al di là del mero commercio e fidanzarsi letteralmente con i propri consumatori, sposare le loro cause e farle proprie, ecco cosa significa “engagement“.
Questa “vocazione” aziendale non può essere trasmessa solo tramite adv, grafiche e prodotti, ma anche attraverso comportamenti coerenti. Dalla scelta della filiera produttiva alla creazione del packaging, da iniziative no profit a grandi eventi promozionali: tutto questo costruisce la verà identità di un brand.

Il packaging è il primo contatto tangibile che il cliente ha con il prodotto appena acquistato. Grandi brand hanno reso iconico il modo in cui imballano e impacchettano i loro prodotti.
Apple usa linee essenziali e foto ad alta risoluzione, scatole minimal per prodotti di altissima qualità; Coca-Cola usa il suo packaging iconico per giocare con i suoi consumatori, Glenlivet ha lanciato una capsule collection di whiskey in pods edibili e gli eCommerce personalizzano tutti gli imballaggi: nastro adesivo, scatola e qualcuno usa anche qualche nota di profumo.

packaging-whisky
packaging-cocacola

Alcuni packaging sono diventati una sorta di status symbol: chi acquista Chanel passeggerà con una shopper del brand affermando le sue scelte di acquisto e con esse i suoi principi.
Ogni azienda comunica i propri valori, ma adesso siamo in un momento storico in cui questi valori devono rispecchiare quelli della community, e l’ecologia e la sostenibilità sono al primo posto.

Perché il packaging fa la differenza

Anche i grandi colossi del mondo eCommerce si sono accorti di quanto la confezione incida sulla soddisfazione del cliente. Quando un prodotto viene spedito è quasi sempre previsto un imballaggio, quindi un ulteriore packaging che ci parla del brand eCommerce invece che del produttore. 

I compiti dell’imballaggio sono:

  • Proteggere l’oggetto durante il trasporto: nessuno vuole un oggetto danneggiato!
  • Essere di facile stoccaggio e ridotto ingombro: mettere su uno scaffale scatole tonde potrebbe essere difficile!
  • Garantire l’integrità del prodotto dal deterioramento e evidenziare eventuali manomissioni durante la catena di spedizione: il cliente vuole avere ciò per cui ha pagato e lo vuole ben conservato!
  • Essere facile da aprire: non riuscire ad aprire un imballaggio genera così tanta frustrazione che è stato coniato il termine “wrap rage”.
  • Essere sostenibile, non sono più ammessi sprechi e materiali non eco friendly: abbiamo solo questo pianeta a disposizione!

Amazon ha colto questo trend e nel 2007 ha lanciato l’iniziativa “Frustration Free Packaging” che si propone di rendere più facile l’apertura del pacco da parte del cliente, ridurre lo spreco e usare solo materiali riciclabili. Dopo 10 anni sono state risparmiate 244.000 tonnellate di materiale da imballaggio.

Le persone sono ormai coscienti che possono fare la differenza grazie al loro comportamento d’acquisto: il 70% dei consumatori è disposto a spendere una cifra superiore per acquistare un prodotto ecologico e sostenibile.

Problemi di spreco

Gran parte delle emissioni di gas serra è dovuta alla produzione di beni di largo consumo e quindi anche ai materiali con cui sono confezionati. La riduzione del peso e del volume del packaging, attraverso un design intelligente, riduce lo spreco di materiali e ha un impatto minore sul trasporto contribuendo così alla riduzione dell’inquinamento globale. 

Per minimizzare gli scarti è fondamentale anche pensare a un packaging riutilizzabile in caso di reso.

Attraverso la scelta e l’utilizzo consapevole di materiali riciclati, biodegradabili o riutilizzabili si può fare molto per il pianeta.

Scegliere di essere sostenibili vi permetterà di creare con i clienti una relazione di fiducia che va al di là della vendita occasionale. 

Quindi bando agli sprechi, ma non solo per quanto riguarda gli imballaggi: un buon packaging consente un utilizzo ottimale del prodotto, fino alla sua ultima goccia.

Materiali ecologici, riciclabili

Con più di 6,5 milioni di tonnellate di rifiuti prodotti ogni anno la plastica è una delle più grandi cause di inquinamento. 

Ci sono materiali del tutto riciclabili che conosciamo già da tempo come l’alluminio, il vetro e la carta. Alcune aziende stanno innovando costantemente i loro prodotti, come la Tetra Pak che produce il Tetra Brik Aseptic che impiega più dell’80% di materiali di origine vegetale provenienti da fonti rinnovabili. 

La tecnologia e la ricerca in questo campo stanno partorendo ogni giorno nuove idee, ad esempio gli imballaggi commestibili sono utilissimi per eliminare completamente la produzione di rifiuti legata al confezionamento di generi alimentari. Anche materiali completamente biodegradabili, come i piatti in crusca pressata o le cannucce vegetali, sono perfetti per ridurre l’impatto che la plastica ha sul pianeta. 

Sempre in quest’ottica si posizionano tutte le iniziative di economia circolare dove i rifiuti diventano materie prime e materiali riutilizzabili sostituiscono l’usa e getta.

Cosa è richiesto per un buon packaging

Un buon packaging deve essere sempre e comunque ecologico e sostenibile, ma ci sono altre esigenze legate al trasporto, alla tutela della merce e alle aspettative del cliente:

  • Identitario: come i prodotti anche la confezione parla del brand e dei suoi valori. L’identità aziendale deve essere ben visibile fin dalla scatola e con essa anche l’utilità del suo prodotto. Informazioni chiare e semplici e una grafica accattivante possono fare la differenza.
  • Flessibile e modulabile: imballaggi della giusta misura sono utili anche in termini di logistica. Minimizzare l’ingombro riduce lo spazio necessario allo stoccaggio e al trasporto. In Italia abbiamo la fortuna di avere moltissime aziende che stanno lavorando per produrre materiali sostenibili, flessibili e ad alta resa che vi permetteranno di modulare l’imballaggio a seconda delle dimensioni del prodotto da spedire. Come le scatole di Raja (cliente Qapla’) che hanno un’altezza variabile e che quindi permettono di imballare senza spreco di materiale anche oggetti di grandezze diverse, oppure le buste imbottite con doppia linguetta adesiva adatte a essere riutilizzate per il reso.
  • Resistente: qualsiasi sia il contenuto un buon packaging deve garantirne l’integrità, sia a livello organolettico, per i prodotti deperibili, che a livello strutturale, per gli oggetti fragili. Moltissime aziende producono materiali da imballaggio da materie prime riciclate, biodegradabili o riutilizzabili

Insomma comprare in modo sostenibile soddisfa i tuoi clienti, i clienti soddisfatti diventano clienti fedeli e questo è un bene per ogni merchant: aiuta il pianeta che il pianeta ti aiuta!

© Blog Qapla’, Riproduzione riservata

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